Grande successo per le visite guidate a Su Niu

La luna che lentamente si alza sul cielo disegna i bianchi profili della città di Cagliari, bella da mozzare il fiato. Dalla torre più alta, infatti, lo sguardo percorre le sinuose forme del paesaggio agricolo del territorio di Uta, muovendosi verso Assemini e poi oltre fino ad dominare tutto il Golfo di Cagliari. Alla vista di tanta bellezza non si può fare a meno di domandarsi che tipo di persone hanno abitato questo luogo nel III millennio a. C.? Certamente degli uomini e donne straordinari.

 

È con queste emozioni nel cuore che il 6 agosto si sono concluse le iniziative estive volte a valorizzare l’area archeologica di Su Niu de Su Pilloni. Numerosi i visitatori interessati a conoscere la storia di questo luogo ricco di storia e di magia. L’#AperiNiu rappresenta il culmine del percorso intrapreso oltre un anno fa dall’Associazione Onlus S’Intzidu volto a valorizzare il patrimonio culturale di Uta. Un percorso ricco di difficoltà ma anche colmo di soddisfazioni. L’area archeologica di Su Niu de Su Pilloni, infatti, non era mai stata ufficialmente aperta a un pubblico di visitatori e le iniziative intraprese finora hanno dimostrato l’enorme interesse verso una delle muraglie megalitiche più importanti della Sardegna. Da maggio ad oggi, con soli 2 eventi, si sono totalizzate poco meno di 400 presenze a Su Niu.

La collaborazione con l’Amministrazione comunale è stata determinante per raggiungere questo grande risultato.

 

L’obiettivo era quello di ri-conoscere la nostra identità e la nostra storia, elementi fondamentali che ci aiuteranno a trovare il nostro posto nella società sarda, italiana, europea e mondiale. Amare queste rovine significa amare una parte di noi stessi, di ciò che siamo oggi e di quello che diventeremo domani.

 

Eppure c’è ancora tanto da fare.

Tutti i cittadini utesi dovrebbero conoscere la propria storia, la storia dei luoghi che abitano, che vivono e il valore di ‘quelle pietre’. I nostri antenati ci hanno consegnato un tesoro inestimabile e noi abbiamo il dovere di preservarlo e valorizzarlo per le generazioni future.

 

Siamo tutti responsabili del nostro patrimonio culturale. 

Scrivi commento

Commenti: 0